ECCO CON COSA GIRO PER I TEATRI
I miei spettacoli con alcuni scatti
KOMOREBI
(2022)
Sapete che in media le persone spendono due settimane della propria vita aspettando il semaforo verde?
E sapete che nel 2023, in Italia, milioni di persone non godono ancora degli stessi diritti delle altre, solo perché sono chi sono?
E ora sappiamo cosa state pensando: “Oh, ma due settimane davanti al semaforo sono veramente tantissime!”.
Giorgia Mazzucato, da sola col suo microfono, sviscera con ironia le più disparate sfaccettature dell’omobitransfobia, tra commenti sull’attualità, momenti sarcastici musicali e il racconto di alcuni episodi personali.
“Komorebi” è una parola giapponese che non ha corrispettivi in alcuna lingua. Significa “la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi”, e forse è proprio questa l’immagine perfetta della lotta per il riconoscimento dei diritti civili.








PAPESSA
(2024)
Tor Picarata, un borgo di fantasia che sembra un po’ la nostra Italia, è popolato da personaggi particolari: un’attrice borghese perfetta per Gli occhi del cuore, un sindaco deciso a riportare ordine, decoro, presepi e natalità nel paese, un’anziana cassamortara credente che parla un dialetto tutto suo e un qualsiasi #notallmen. Tuttə si incontrano per l’arrivo della papessa. Cosa potrà mai succedere? Pensate al peggio. Dopotutto, l’abbiamo detto: Tor Picarata sembra un po’ la nostra Italia.
“Papessa” parla di violenza di genere, di lotta e di memoria. Personaggi molto diversi l’uno dall’altra dipingono un affresco a tratti comico, a tratti drammatico, a tratti grottesco della società in cui viviamo: società in cui il sessismo, a volte dichiarato ed evidente, a volte subdolo e nascosto, permea il nostro agire e sentire. “Papessa” parla di quella volta che poteva succedete a te o a me, ma è successo a lei. Parla di un paese in cui i femminicidi sono uno ogni 48 ore.








GUERRIERE
(2015)
I personaggi sono stati scritti sulla base di documenti e testi originali di donne dell’epoca.
Lo spettacolo è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio per la programmazione ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale.
“Per una pagina di storia conosciuta, ce ne sono dieci di sconosciute: il mio obiettivo è quello di raccontarne almeno una, tra queste dieci dimenticate. “Guerriere”, per me, è questo.” dice Giorgia.
Per quello che abbiamo letto e studiato, le donne dell’epoca della Grande Guerra, con ogni probabilità, le immaginiamo delle povere anime rimaste sole, costrette a prendersi cura di casa e figli, mentre, fuori dalla finestra, ruggisce la guerra. I drammatici anni del ’15-’18, però, non sono stati questo: quella della donna, è tutta un’altra storia.
Diverse coordinate temporali ci riportano ad un problema ancora tutt’oggi purtroppo evidente e irrisolto, ovvero la violenza contro le donne, l’abuso di potere, l’abuso fisico, l’abuso psicologico che devono subire dovendosi guadagnare una voce, anno dopo anno, passo dopo passo.
Pagine celate scardinano lo stereotipo, portando alla luce una diversa figura femminile che dovrebbe essere da modello al panorama odierno, che, fra coraggio e rivoluzione, non si limita ad aspettare il marito dal fronte ma prende sulle spalle il peso della guerra, del presente e del futuro, subendo atroci e differenti vessazioni.
Lo spettacolo mostra e intreccia la vita di tre donne diverse, che, scoppiato il conflitto mondiale, reagiscono da eroine.
“Guerriere” vanta un inizio leggero, divertente, e si addentra con grazia nei drammi dei personaggi e delle diverse situazioni che vivono nel comune contesto di guerra.
Angela, una ragazza che si traveste da uomo per andare a combattere; Eva, un’albergatrice benestante che ha come miti la Regina “crocerossina” Elena di Savoia e la rivoluzionaria Coco Chanel; Franca, una donna socialista, compagna di partito di Mussolini che, per rivedere sporadicamente il marito al fronte, diventa una portatrice carnica e, per mantenere i figli a casa, trova due lavori, uno dei quali come operaia in una fabbrica di armi.
Un ricamo di racconti, un affresco di storie che, intrecciandosi, dipingono poco a poco una nuova figura di donna.







GESÙ AVEVA L’ERRE MOSCIA
(2016)
Si sa molto del Messia dai suoi 30 anni ai 33, ma prima?
Chi era? Cosa faceva? In questo spettacolo Gesù è un ragazzo, come tanti altri. L’unica differenza con i suoi coetanei è che mentre gli altri devono imparare il mestiere del falegname, della guardia o del panettiere, lui deve imparare il lavoro di Salvatore dell’umanità.
Seguiamo viaggio dal Messia dalla sua infanzia, passando per l’adolescenza, per i suoi anni in Erasmus, fino ad arrivare ai suoi 33 anni.
In questo spettacolo Gesù guarda “Game of Thrones”, in questo spettacolo la sua imprecazione è “Mannaggiamannaggia!”, in questo spettacolo Gesù gioca a “Risiko” con Kalì, Lao Tzu Junior, Gianfucio, Little Buddha e altri amici, in questo spettacolo Gesù parla ai fedeli tramite connessione wifi.
In questo spettacolo Gesù ha l’erre moscia. Molto moscia.
A raccontarci questa storia c’è la voce di Maria Maddalena, “Roc” per il Salvatore, che ci accompagna in una storia nuova, divertente e commovente.
E il finale? Il finale, non è come quello che conoscete.








VIVIAMOCI
(2011)
“Viviamoci” si presenta come un monologo trasformista, un intreccio di storie che si colorano l’un l’altra esplorando le diverse atmosfere e sensazioni che oscillano in opposizione tra il comico e il tragico. In “Viviamoci” vi sono felicità, rabbia, disperazione, speranza, paura, nostalgia, sorpresa e rimorso.
Lo spettacolo è vero e proprio viaggio interno ed esterno ai tre diversi personaggi interpretati dall’attrice e ai loro mondi che si creano tra incontri e scontri: una giovane madre, la piccola figlia e un giovane meccanico veneto. Le storie, all’inizio apparentemente distinte, passo dopo passo, arrivano ad un incontro che chiuderà il cerchio.







COMUNQUE
(2014)
Cosa succederebbe se si prendessero nove testi di Alessandro Bergonzoni per mescolarli e rielaborarli ad arte nella vertigine di un nuovo testo?
Nascerebbe comunque uno spettacolo nuovo. O meglio nascerebbe “Comunque”. Uno spettacolo nuovo.
Una vera e propria tempesta di parole.
In “Comunque” i testi del grande paroliere italiano si intagliano con gli inediti di Giorgia Mazzucato per creare la storia di Désirée, la ragazza ladra protagonista di questa “bergonzìade”, una texture di pura comicità in cui nuovi personaggi e nuovi orizzonti si intrecciano in un nuovo mondo di parole.







ALTRO
Eventi, ricordi, facce.



